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Personaggi famosi delle Marche

by Visitare le Marche
personaggi famosi delle marche

Fonte di ispirazione creativa per talenti di fama internazionale, Le Marche hanno dato i natali a personaggi famosi in grado di influenzare le sorti del mondo in numerosi ambiti, per secoli. Dalla pittura all’educazione, passando per lo sport e la musica, fino a toccare discipline come la matematica e la filosofia, i personaggi famosi della Marche rappresentano il genio e l’estro di questa regione nel mondo.

Giacomo Leopardi

giacomo leopardi

Giacomo Leopardi è probabilmente il letterato più illustre delle Marche. È riconosciuto come uno dei più grandi pensatori del suo periodo e, oltre ad essere uno dei più grandi poeti d’Italia, fu anche un filosofo, un filologo e un saggista. 

Nacque nel 1798 a Recanati e visse lì fino all’età adulta. Il suo libro di poesie “Le Ricordanze” si basa sui ricordi d’infanzia del luogo. Ha viaggiato molto, ma a causa di problemi di salute, tornava spsso a Recanati per lunghi periodi di convalescenza. 

Il suo opus magnum pubblicato postumo, lo Zibaldone, consiste in impressioni personali, trattato filosofico, critica letteraria e analisi filologica in sette volumi. Morì alla giovane età di 39 anni, quando la sua produzione era già ampia.

Raffaello Sanzio

Raffaello fu al centro di un gruppo di artisti che arricchirono profondamente la cultura occidentale. Il suo stile era considerato più raffinato di quello di Michelangelo, sebbene preferisse un’interpretazione più classica della perfezione, fu tuttavia influenzato dalla scuola fiorentina contemporanea.

Raffaello Sanzio nacque nella città di Urbino il 6 aprile 1483. Era figlio di Giovanni Santi, un pittore di successo che lavorava alla corte di Urbino, che era noto come uno dei centri di innovazione ed eccellenza nelle arti visive a il tempo. Raffaello avrebbe avuto l’opportunità di imparare tutte le basi della pittura durante i suoi primi anni.  Lavorò come assistente nello studio del Perugino fino a quando non si trasferì a Firenze nel 1504.

A Firenze conobbe Michelangelo e Leonardo da Vinci e fu profondamente influenzato dal nuovo stile che stavano sviluppando. Questa influenza è visibile nella Madonna Sistina. Tuttavia, sebbene abbia assimilato gli stili di diversi maestri del tempo, ha continuato a perseguire il suo stile unico. Ciò è evidente nel dipinto “La Belle Jardiniere” del 1507.

Nell’anno 1508, Raffaello si trasferì in Vaticano a Roma. Il suo primo lavoro su commissione a Roma fu un affresco per la biblioteca privata di Papa Giulio II nel palazzo del Vaticano. Ciò coincise con il dipinto della cappella Sistina di Michelangelo. Sebbene ciò offuscasse il lavoro di Raffaello, era ancora considerato uno dei migliori pittori d’Europa.

Alla morte di Bramante, Raffaello fu nominato nuovo architetto di San Pietro. Tuttavia, la maggior parte del suo lavoro è stato successivamente demolito perché considerato cupo.

Donato Bramante

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Il Bramante è una figura molto significativa nella storia dell’architettura, con la reputazione di aver creato lo stile architettonico del Rinascimento. Trasformò lo stile classico del XV secolo in qualcosa di grave e monumentale, e questo divenne l’ideale da seguire per gli architetti successivi. Fu anche pittore e il suo primo dipinto noto risale al 1477, quando decorò la facciata del Palazzo del Podestà a Bergamo con un fregio affrescato di filosofi. Tuttavia, il suo genio architettonico ha rapidamente eclissato la sua reputazione di pittore. 

Fu assunto come architetto di corte da Ludovico Sforza a Milano nel 1474, dove costruì il famoso coro “trompe l’oeil” della chiesa di Santa Maria. Altre prime opere includono i Chiostri di Sant’Ambrogio (1497-1498). Bramante fuggì dall’occupazione francese di Milano nel settembre del 1499, andò a Roma e qui si trovò faccia a faccia con le antichità romane.

L’impatto degli antichi monumenti sulla sua opera è evidente nei chiostri di S. Maria della Pace a Roma (1500-1504). La sua semplice gravità e monumentalità segna una netta rottura con lo stile lombardo. Nel primo decennio del XVI secolo Donato Bramante fu il principale architetto di Roma che attirò tutti i principali artisti italiani. È in particolare il triumvirato di artisti – Michelangelo lo scultore e pittore, Raffaello il pittore e Bramante l’architetto – che ha dominato il periodo rinascimentale e la cui influenza è stata un faro per le generazioni successive. Nel 1505 vinse un concorso per un nuovo progetto della Basilica di San Pietro a Roma, che Papa Pio II, un caro amico del Bramante, decise che doveva essere demolito e completamente ricostruito in linea con i moderni sviluppi architettonici.

L’ultima opera di Bramante fu probabilmente il Palazzo Caprini. Aveva un piano terra bugnato con negozi e un piano superiore con mezze colonne doriche accoppiate. Di proprietà più tardi di Raffaello, divenne il prototipo di numerosi palazzi da architetti successivi, tra cui il Palladio, in particolare nel nord Italia. Bramante morì l’11 marzo 1514 e fu sepolto nell’antico San Pietro.

Un esempio locale dell’opera del Bramante si trova a Loreto, nel luogo di pellegrinaggio sacro della Basilica della Santa Casa, a 45 minuti di auto da Montefiore dell’Aso. La Basilica contiene la casa in cui visse la Vergine Maria. Questa casa è circondata da un alto schermo di marmo progettato da Bramante.

Federico da Montefeltro

Federico da Montefeltro nacque a Gubbio nel 1422 figlio di una relazione extraconiugale di Guidantonio Conte di Montefeltro ed Urbino, legittimato poi da una bolla papale nel 1424. Sin dalla prima infanzia la sua vita si svolse al di fuori del palazzo paterno ed in gioventù si trovo costretto ad andare in giro per diverse città italiane a causa di vicende familiari e politiche.

Dopo il precocissimo matrimonio con Gentile Brancaleoni iniziò il suo percorso di valoroso condottiero. La sua fama e le sue amicizie lo portarono ad importanti conoscenza tanto da essere insignito del titolo di Conte della contea di Sant’Angelo in Vado e Mercatello, zone ottenute in dote col matrimonio.

Continuando nelle sue gesta militari, nel 1444 venne acclamato Signore di Urbino a seguito dell’uccisione del fratello da parte di un gruppo di congiurati. Pian piano Federico si impossessò si tutti i domini paterni, eliminando gli oppositori interni ed ottenendo la legittimazione papale della signoria da lui creata nel 1447.

Le sue gesta militari non si arrestarono mai, vedendo Federico impegnato al fianco dei potenti signora dell’epoca.

Nel 1474 fu elevato a Duca di Urbino.

Morì nel 1482 probabilmente a causa di una malattia infettiva durante la Guerra di Ferrara.

Federico da Montefeltro fu un valoroso condottiero, astuto ed abile, ed un importante politico dell’epoca. Fu amante dell’arte e della bellezza, della conoscenza, dello studio personale e sostenitore della cultura in generale per cui nella sua corte si circondò di artisti e studiosi, molti posti sotto la sua protezione.

Federico perse l’occhio destro, forse in un torneo a cavallo, quindi decise di farsi tagliare la parte superiore del naso per non ostacolare la vista dell’occhio sinistro: perciò lo troviamo in molti ritratti raffigurato dal profilo sinistro.

 

Gentile da Fabriano

gentile da fabriano

Un altro figlio delle Marche fu Gentile de Fabriano. Oggi è una delle più grandi star del primo Rinascimento in Italia e il suo stile colma il divario tra il gotico e il nuovo linguaggio rinascimentale che si sviluppò a Firenze all’inizio del XV secolo. 

Deve aver viaggiato a Venezia nel 1406/7 in quanto vi sono registrazioni di una pala d’altare e un affresco nel palazzo dei Dogi che vi fece dipingere nel 1408, anche se questi non esistono più. Sappiamo che lavorò alla corte di Malatesta a Brescia dal 1414 al 1419, ma quando la sua commissione terminò accettò un incarico a Roma.

Completò diverse commissioni importanti a Firenze e nel 1425 andò a Siena e l’anno successivo a Roma, dove rimase, completando diverse commissioni anche se queste furono anche tragicamente perse. Morì nel 1427, nel convento adiacente alla chiesa di Santa Maria Novella, che aveva parzialmente decorato poco prima della sua morte.

I suoi eredi artistici includono figure stellari come Bellini, Pisanello, Giovanni di Paolo e soprattutto Fra Angelico.

Tragicamente molte delle sue opere conosciute sono state distrutte o perdute, ma le sue opere esistenti includono anche diversi polittici che sono stati divisi e ora compaiono in sezioni nelle principali gallerie di tutto il mondo. 

Maria Montessori

Una delle educatrici più influenti del XIX e XX secolo, Maria Montessori, nacque nelle Marche. È rinomata a livello internazionale per le sue teorie educative e ora ci sono 22.000 scuole Montessori praticamente in ogni angolo del mondo. È forse meno conosciuta come medico, femminista appassionata, pensatrice e attivista filosofica.

Nacque a Chiaravalle il 31 agosto 1870, ma la famiglia si trasferì a Roma da bambina. Si laureò nel 1896 come una delle prime dottoresse italiane. Dopo la laurea ha praticato psichiatria, ma sviluppò un interesse per l’educazione. A causa delle sue osservazioni iniziò presto a mettere in discussione l’attuale teoria educativa e il suo approccio iniziò ad evolversi.

Il suo primo centro di assistenza all’infanzia fu aperto nel 1907, La Casa dei Bambini, a Roma, ed ebbe grande successo. La base teorica del suo metodo era che i bambini hanno intrinsecamente sete di conoscenza e, dato il giusto ambiente, assorbiranno e utilizzeranno le informazioni spontaneamente. Affidandogli attività pratiche che comportano l’uso della matematica o del linguaggio, impareranno felicemente le competenze necessarie per completare i compiti.

Maria progettò materiali di apprendimento e un ambiente di classe in grado di favorire il desiderio naturale di apprendimento dei bambini. Nel 1910 il suo lavoro era conosciuto in tutto il mondo. Fu una figura di spicco nella campagna per i diritti delle donne, ma sfortunatamente quella parte del suo ruolo professionale è stata ampiamente dimenticata.

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