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Grotte di Frasassi

by Visitare le Marche
grotte di frasassi

Nel territorio del comune di Genga, in provincia di Ancona, al di sotto dei monti della catena montuosa preappenninica, ebbe origine, oltre un milione e mezzo di anni fa, la formazione del complesso ipogeo delle Grotte di Frasassi.

Parliamo di grotte carsiche sotterranee comprese nel territorio del Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi.

La scoperta delle Grotte di Frasassi

Era il settembre 1971  quando un gruppo di adolescenti del Gruppo Speleologico Marchigiano C.A.I. di Ancona fece una scoperta clamorosa per il mondo della speleologia: la Grotta Grande del Vento.

La presenza di una forte corrente d’aria percepibile da una fessura tra le rocce, scovata per caso, portò pian piano alla scoperta della grotta, successivamente ribattezzata Abisso Ancona, il primo grande spazio che oggi si apre agli occhi del turista che inizia il percorso in questo sorprendente scrigno di tesori naturali.

Alla sommità di questa sala è tutt’ora visibile l’imboccatura da cui si affacciarono per la prima volta i giovani speleologi, da dove lanciarono un sassolino che viaggiò nel vuoto e nell’oscurità per 5 secondi prima di toccare terra generando un forte eco. Questo test fu importante per due motivi: diede idea della profondità, stimata sui 100 metri, e della vastità dello spazio sotterraneo.

Con il passare dei mesi i ragazzi riuscirono a scendere fin giù calandosi con una corda e proseguirono l’esplorazione: dalla prima grande sala dipartivano numerosi cubicoli sotterranei che conducevano alle altre sale, oggi visitabili.

Parallelamente a questa scoperta, il Gruppo Speleologico Marchigiano C.A.I. di Jesi aveva trovato un altro ingresso nella Grotta del Fiume e arrivò il giorno in cui i due gruppi di esploratori si incontrarono proprio negli abissi della terra e iniziarono un lavoro sinergico che portò, nel 1974, all’apertura del complesso delle Grotte di Frasassi ai turisti di tutto il mondo.

Il lavoro essenziale dell’acqua nella creazione delle Grotte

Racchiuso tra due profonde gole – Gola della Rossa e Gola di Frasassi – si  presenta un paesaggio atipico caratterizzato da aspri e scoscesi declivi rocciosi che affondano le pareti nelle acque dei fiumi Esino e Sentino. Furono le acque di quest’ultimo che, penetrando con forza nelle fessure della roccia, iniziarono una lenta e continua erosione scavando profondi pozzi, tortuosi cunicoli ed ampie sale. Poi goccia dopo goccia iniziò un lungo stillicidio, che dura da quasi due milioni di anni, e che ha trasformato e ancora trasforma la roccia informe in stupende e preziose concrezioni.

Oggi stalattiti (concrezioni che pendono dal soffitto), stalagmiti (concrezioni che si innalza dal suolo), laghetti trasparenti, colonne, colate di calcite purissima, sono raccolte all’interno delle grotte.

Restando in silenzio è possibile ascoltare il gocciolio dell’acqua ed in alcuni punti è chiaramente visibile, a dimostrazione che le grotte sono “vive” ed in continua, lenta evoluzione.

 

sala delle candeline grotte di frasassi
Sala delle candeline - Grotte di Frasassi

Il percorso turistico

Il complesso delle Grotte di Frasassi si estende per circa 30 km nel sottosuolo, di cui un percorso di 1.5 km è aperto al pubblico e visitabile in una passeggiata facilmente percorribile di poco più di un’ora.

Abisso Ancona è la prima grande sala ad accogliere i turisti: è la cavità  più grande d’Europa e tra le più grandi del mondo con i suoi 180 metri lunghezza, 120 di larghezza e oltre 200 di altezza nella cupola centrale. Si calcola che questa sala possa contenere al suo interno il duomo di Milano!

Numerose sono le concrezioni visibili al suo interno, che la fantasia umana ha battezzato curiosamente secondo le forme naturalmente possedute, così come in tutte le altre sale.

Possiamo vedere la bianchissima colata di calcite denominata Cascata del Niagara e il complesso centrale rappresentato dai Giganti – concrezioni di diametro fino a 5 metri e di altezza fino a 20 metri – da cui è visibile in alto l’ingresso naturale da cui si calarono gli speleologi e fu proprio questa la prima grande bellezza che videro quando toccarono terra.

Il percorso procede nella Sala 200 che deve il nome alla sua estensione proprio di 200 metri. Al suo interno è visibile la Colonna, formatasi dall’unione di una stalattite ed una stalagmite, e l’Obelisco, un’imponente stalagmite alta 15 metri e che sorge su un basamento roccioso staccatosi dal soffitto.

Si arriva alla sala detta Gran Canyon che ospita le più note Canne d’organo, che se colpite leggermente emettono suoni, e la Sala delle Candeline, in cui le stalagmiti sono piccole e somigliano a tante candeline posate su piattini.

Si passa quindi alla Sala dell’Orsa, che ospita la relativa concrezione, e si termina con la Sala dell’Infinito.

Speleo-avventura

Oltre a al classico percorso a piedi, esiste un altro chilometro e mezzo di percorso speleologico privo di camminamenti artificiali e suddiviso in due itinerari con due livelli di difficoltà in cui è possibile calarsi nelle vesti dello speleologo ed ammirare le bellezze nascoste delle Grotte, con la guida di due speleologi professionisti.

Lo sapevi che...

All’interno delle Grotte c’è una temperatura costante di 14 gradi e il 98% di umidità, vi consigliamo di coprirvi e indossare scarpe comode; la luce interna è tutta artificiale: in nessun punto la luce solare penetra nelle Grotte.

I nomi delle sale sono quelli dati dai giovani speleologi che per primi entrarono: si lasciarono ispirare dalle forme delle concrezioni ancora visibili e che fungevano da importanti punti di riferimento per non perdersi nelle grotte e nell’avvicendarsi di cunicoli e tunnel.

Poco distante dalle Grotte di Frasassi si trova un'apertura nella montagna che custodisce il suggestivo Tempio del Valadier.

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