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Teatro dell’Aquila di Fermo

by Visitare le Marche
teatro dell'aquila di fermo

A metà strada tra il centro della vita politica – rappresentato da Piazza del Popolo con il comune – e il centro della vita spirituale – rappresentato dalla cattedrale – lungo via Mazzini sorge il Teatro dell’Aquila, un gioiello architettonico della città di Fermo.

Fu costruito a partire dal 1779 a seguito dell’incendio del teatro ligneo collocato nell’attuale Sala dei Ritratti, precedentemente nota come Gran Sala del Soffitto. I lavori di costruzione durarono circa un decennio e seguirono il progetto dell’architetto Cosimo Morelli, che prevedeva una sala con centocinque palchetti e il palco tripartito.Il teatro fu inaugurato nel 1791 con un’opera del compositore Giuseppe Giordani intitolata “La distruzione di Gerusalemme”. 

Nel 1826 anche qui scoppiò un incendio che compromise parte del teatro e ne causò la chiusura per quattro anni. In quest’occasione si intervenne sia sulla struttura sia sulle decorazioni: la parte strutturale fu affidata all’architetto Pietro Ghinelli il quale aumentò il numero dei palchetti, mentre per quella decorativa fu ingaggiato Luigi Cochetti, pittore romano che realizzò il dipinto tuttora visibile sul soffitto raffigurante gli dei dell’Olimpo sul Monte Parnaso. Nello stesso periodo fu acquistato e importato da Parigi l’attuale lampadario a 56 bracci in ferro dorato e foglie lignee, originariamente alimentato a carburo.

Nel 1830, in occasione della riapertura del teatro, si commissionarono dei fondali scenografici ad Alessandro Sanquirico, il maggior scenografico dell’epoca, e quelli di Fermo sono gli unici fondali superstiti tra quelli da lui realizzati in tutta Europa.

 

locandina storica del 1878 della riapertura del teatro dell'aquila di fermo
Locandina storica del 1878 della riapertura stagionale del Teatro dell'Aquila di Fermo

Capienza e dimensioni del Teatro dell’Aquila di Fermo

Ad oggi il teatro si presenta a pianta ellittica, dotato di centoventiquattro palchetti che si dilungano su quattro ordini e sormontati da un loggione, che esternamente sembra essere ripartito ma in realtà è costituito da un unico ambiente comunicante. Ha una capienza di circa 1200 persone. Il palcoscenico ha una superficie di circa 350 metri quadri ed è stato realizzato in pendenza in modo tale da facilitare la visione agli spettatori delle prime file della platea. Tra il palcoscenico e la platea, su un piano più basso rispetto a quest’ultima, vi è il golfo mistico, spazio riservato all’orchestra e realizzato nei lavori di ristrutturazione di fine ‘800; in quest’occasione furono realizzati anche i camerini per gli attori.

Il cambio degli arredi e dei colori nel corso degli anni

Per quanto riguarda gli arredi, l’arredo originale settecentesco era di colore azzurro – oro; nell’800 è stato cambiato secondo la moda corrente con il colore rosso – oro; ad oggi, a seguito degli ultimi lavori di restauro del 1984, l’arredo è di colore rosso, come testimoniano le poltroncine della platea.

Le attuali stagioni teatrali

Il teatro oggi ospita una ricca stagione, soprattutto invernale, e in primavera apre le porte al Concorso Violinistico Postacchini al quale partecipano musicisti da tutto il mondo; in estate tutte le attività si spostano a Villa Vitali perché nel teatro manca l’impianto di climatizzazione.

Curiosità

Da dove viene il nome dell’Aquila ? Ci sono più spiegazioni:
- quando si trovava nella Gran Sala del Soffitto, il teatro era adiacente alla sala dell’aquila sulla quale leggenda narra che all’interno ci fosse un’aquila;
- il nome fa riferimento allo stemma comunale che vede due croci e due aquile coronate;
inoltre sullo stemma c’è la frase “Firmum firma romaorum colonia” che testimonia la grandezza di “Firmum Picenum” nel corso dell’Impero Romano.

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